A volte non è “una crisi”. È una stanchezza che si accumula: discussioni che si ripetono, distanza, silenzi, o la sensazione di non essere più una squadra.
Questo gruppo è pensato per coppie che desiderano fermarsi in tempo, comprendere cosa sta accadendo e allenare strumenti pratici per stare meglio nella relazione.
Ci sono momenti in cui una coppia si guarda e pensa: “non siamo più come prima”. E spesso, prima ancora di decidere “cosa fare”, serve una cosa più semplice e più difficile: capirsi. Il gruppo non è un luogo di giudizio e non è una gara a chi soffre di più. È un contesto guidato in cui le coppie possono:
– riconoscere dinamiche comuni (senza etichette);
– imparare un metodo per comunicare meglio;
– ridurre l’escalation dei conflitti;
– ritrovare contatto, rispetto e chiarezza.
Questo percorso può essere utile se:
– vi parlate, ma vi sembra di non capirvi davvero;
– le discussioni si ripetono e finiscono con escalation o silenzio;
– sentite distanza emotiva, meno complicità, più irritazione;
– uno dei due rincorre il dialogo e l’altro si chiude (o viceversa);
– la fiducia è stata scossa (gelosia, sospetto, confini poco chiari);
– la quotidianità pesa (lavoro, figli, carichi, famiglia d’origine, tempi);
– l’intimità è cambiata e non sapete come parlarne senza ferirvi;
– siete in un passaggio delicato (decisioni importanti, dubbi, transizioni).
Non è necessario aspettare che tutto diventi “troppo”. La prevenzione è proprio la scelta di intervenire quando c’è ancora margine per capire e riparare.
Nel gruppo accade spesso qualcosa di importante: le coppie scoprono che certe difficoltà non sono “un difetto personale”, ma meccanismi relazionali frequenti. Questo può ridurre vergogna e solitudine.
Cosa offre il formato di gruppo (in modo concreto):
– un percorso strutturato con temi chiari e strumenti pratici;
– esercizi guidati da svolgere principalmente in coppia;
– condivisioni in plenaria facoltative e orientate agli apprendimenti (non ai dettagli intimi);
– un clima che favorisce motivazione e continuità.
Nota di trasparenza: il gruppo non sostituisce percorsi più intensivi quando necessari; durante il colloquio iniziale valutiamo insieme l’appropriatezza del setting.
Il gruppo è orientato a competenze e processi, ad esempio:
– riconoscere il “ciclo” del conflitto della coppia (come inizia, come cresce, come si chiude);
– imparare tecniche di comunicazione che riducono fraintendimenti e attivazione emotiva;
– allenare modalità di riparazione dopo uno scontro;
– lavorare su bisogni relazionali, confini, fiducia e vicinanza;
– costruire micro-azioni quotidiane che proteggono la relazione (rituali, check-in, accordi).
Durata: [8 incontri] di [2 ore] + [1 incontro di follow-up] (opzionale)
Formato: gruppo chiuso (stesso gruppo dall’inizio alla fine)
Numero coppie: [6–8 coppie]
Conduzione: [1 o 2 professionisti]
Modalità: [In presenza/ a distanza]
Materiali: schede operative e piccoli esercizi tra un incontro e l’altro
Accesso: colloquio di orientamento prima dell’inserimento
Per dare chiarezza senza essere “tecnici”:
1. Cornice e obiettivi: sicurezza, regole del gruppo, cosa vogliamo proteggere della relazione
2. Il ciclo del conflitto: trigger, escalation, chiusura e costo emotivo
3. Ascolto e validazione: comunicare senza ferire
4. Emozioni e bisogni: cosa c’è sotto le parole dure o i silenzi
5. Riparazione: come ricucire dopo uno scontro
6. Fiducia e confini: accordi chiari, non controllo
7. Intimità e complicità: nutrire la relazione nella quotidianità
8. Mantenimento: prevenzione nel tempo, segnali d’allarme, piano pratico
La conduzione avviene nel rispetto della riservatezza professionale. Prima di iniziare condividiamo in modo chiaro:
– modalità del percorso e obiettivi;
– regole di rispetto e riservatezza tra partecipanti (patto di gruppo);
– limiti della riservatezza e criteri di tutela.
Importante: se nella relazione sono presenti violenza, coercizione o timore per la sicurezza, la priorità è la protezione. In questi casi il gruppo non è il primo setting indicato e orientiamo a servizi più appropriati.
No. Il percorso è strutturato con esercizi principalmente in coppia. Le condivisioni sono facoltative e guidate, orientate agli apprendimenti e non ai dettagli intimi.
È una situazione comune. Il colloquio di orientamento serve anche a capire come partire in modo rispettoso per entrambi.
È un percorso preventivo e di sviluppo competenze. Se emergono bisogni di approfondimento clinico, valutiamo insieme un setting più adatto.
È possibile svolgerlo a distanza, con alcune regole pratiche (spazio riservato, cuffie, assenza di registrazioni da parte della coppia), per proteggere privacy e qualità del lavoro.
Se sentite che vale la pena provarci “prima che diventi troppo”, potete iniziare da un colloquio di orientamento.
Un passo alla volta, con metodo e rispetto.
Questo testo non fa diagnosi e non sostituisce la valutazione di un team clinico.
Serve solo a riconoscere segnali e a chiedere supporto in modo precoce.
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